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Una persona in stato di incoscienza, ma con le funzioni vitali inalterate, può rischiare di soffocare o di non respirare sufficientemente per il rovesciamento all'indietro della lingua.
L'iperestensione della testa consente di evitare questo problema. Dopo aver sdraiato l'infortunato a pancia in su, è sufficiente collocare una mano sotto la nuca tirando verso l'alto e, contemporaneamente, con l'altra mano si può esercitare una pressione sulla fronte verso il basso. Oppure si può afferrare la mandibola dell'infortunato e rovesciare all'indietro la testa.
Anche se la lingua non è rovesciata all'indietro, questa posizione aiuta la respirazione. Se il capo è piegato in avanti, infatti, la lingua ostruisce la respirazione, e l'infortunato tende a russare. Con il capo reclinato all'indietro questo non avviene.

Questa posizione è indispensabile prima di praticare la respirazione bocca a bocca, altrimenti l'aria insufflata rischia di non raggiungere i polmoni.

Se l'infortunato è incosciente l'iperestensione della testa può avvenire lateralmente, ponendo il soggetto in posizione laterale di sicurezza.

ATTENZIONE: non iperestendere mai il capo davanti al sospetto di una frattura alla colonna vertebrale!

Individuare respirazione e polso

Respirazione

Se un infortunato è incosciente, bisogna immediatamente verificare la presenza delle funzioni vitali: respirazione e polso. Per prima cosa si deve verificare la respirazione: se questa è assente bisogna verificare anche la presenza del polso, se invece è presente, necessariamente anche l'attività cardiaca non si è arrestata.
Per far ciò è sufficiente appoggiare una mano sul torace e una sull'addome dell'infortunato per percepire sollevamenti e, contemporaneamente, si può avvicinare l'orecchio alla bocca per avvertire il passaggio dell'aria. In alternativa si può posizionare vicino al naso e alla bocca dell'infortunato uno specchietto o un vetro per vedere se si appanna. Passando dai consigli generali alle tecniche più precise il protocollo di interevento dei soccorritori prevede in questo caso la cosiddetta manovra di G.A.S. (Guardo, Ascolto, Sento): il soccorritore si pone ai lati della testa del paziente e, avvicinando l'orecchio alla bocca ed al naso del paziente, contemporaneamente osserva l'espansione del torace: Guarda l'espansione del torace, Ascolta eventuali sibili dovuti alla respirazione, Sente il calore dell'aria espirata sulle proprie guance.

Polso

Le pulsazioni del cuore, invece, si possono percepire facilmente sul petto o sul collo. Appoggiando una mano sul torace, sotto la metà dello sterno, o meglio ancora appoggiando l'orecchio, il battito cardiaco si percepisce chiaramente. Bisogna però aprire eventuali giacche o cappotti, nel caso ci siano.
Un altro sistema è quello di porre indice, medio e anulare sul collo, esattamente sotto la mandibola, premendo un po' nel muscolo di fianco alla carotide. Qui è possibile percepire l'arteria carotidea, molto evidente. Per esercitarsi a trovare l'arteria carotidea il soccorritore deve cominciare a prendere il polso carotideo a se stesso. Individuato il punto, sarà poi facile trovarlo anche negli altri. Va detto che il polso carotideo, tra gli altri, è il più sicuro ed evidente da trovare, ed è perciò il più indicato soprattutto nei casi in cui c'è da capire rapidamente se un infortunato incosciente sia o meno in arresto caridaco.

Il polso radiale è più difficile da trovare. Anche in questo caso il soccorritore deve prima esercitarsi su se stesso. Il punto da palpare, con le tre dita lunghe, è sull'esterno del polso, sotto la mano, dalla parte del pollice.

ATTENZIONE: il polso si deve percepire sempre con le dita indice, medio e anulare, mai con il pollice. Qui infatti passa un arteria abbastanza importante e spesso non è possibile sapere se la pulsazione che il soccorritore sente è la sua o quella dell'infortunato!

Se l'infortunato è incosciente con respiro assente e battito cardiaco presente bisogna immediatamente procedere alla respirazione artificiale.
Nel caso anche il battito cardiaco sia assente bisogna procedere alla respirazione artificiale e al massaggio cardiaco.

LE PUPILLE
Un altro sistema che aiuta a rendersi conto se l'infortunato è in arresto cardiaco consiste nell'osservare le pupille. Dopo un breve periodo dall'arresto, infatti, queste si dilatano e non reagiscono alla luce. In condizioni normali, invece, se illuminate si rimpiccioliscono immediatamente.

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